Regia: Peter Berg
Sceneggiatura: Peter Berg
Cast: Mark Wahlberg, Taylor Kitsch, Emile Hirsch, Ben Foster, Eric Bana
Cast: Mark Wahlberg, Taylor Kitsch, Emile Hirsch, Ben Foster, Eric Bana
Anche non conoscendo Peter Berg, fin dai primi secondi di Lone Survivor (titolo inevitabilmente spoileroso), è ben chiaro la direzione che prenderà il film. La sequenza di apertura è infatti un vero e proprio training montage che ci mostra l'intensissimo addestramento dei Navy SEAL. Le forze speciali dei Marines sono da sempre uno dei gruppi militari più celebrati oltreoceano, avendo acquisito ulteriore fama dopo l'uccisione di Osama Bin Laden (raccontata nell'ottimo Zero Dark Thirty di Kathryn Bigelow).
La vicenda è una storia vera, raccontata nel libro del "lone survivor": nel 2005 un team di quattro SEAL viene inviato in missione in Afghanistan per eliminare un crudele leader talebano, in una missione che dovrebbe essere d'infiltrazione. Dovrebbe. Perchè i quattro americani duri e puri incontreranno presto un banale ostacolo, un incidente che li condurrà in una situazione ad altissimo rischio. La missione precipita ben presto e i quattro si ritroveranno isolati in pieno territorio nemico, costretti a combattere per sopravvivere.
È inevitabile che il film scivoli in più punti, a partire appunto dai minuti iniziali, in una smaccata celebrazione dell'esercito americano. Senza contare che, prima dei titoli di coda, Berg mostra le foto dei veri soldati in una sequenza di giusta commemorazione ma fin troppo manipolatrice nei confronti del pubblico (con tanto di "Heroes" in versione Peter Gabriel come sottofondo).
È evidente infatti che Berg abbia girato il film innanzitutto come un tributo per le truppe insieme a Mark Wahlberg, protagonista e produttore della pellicola. L'opera può risultare in certi punti fin troppo faziosa, dividendo nettamente i "buoni" e i "cattivi", fatta eccezione per l'ultimo atto del film che sembra ricordarci che non tutti gli afghani sono poi così malvagi.
Ma, tralasciando l'inevitabile approccio patriottico, Berg sa come girare un film di guerra. E quando la seconda metà del film esplode nell'interminabile scontro a fuoco, vengono fuori tutte le abilità del regista. Berg ci porta direttamente sul campo, grazie anche a un'ottima fotografia ("sporca" al punto giusto) e a sequenze ottimamente coreografate, insieme a un'ottima costruzione e gestione della tensione. Lone Survivor è duro e grintoso e, quando inizia la scontro, non fa sconti a nessuno. Nè al pubblico, esposto a una massiccia dose di realistica violenza, nè tantomeno ai quattro protagonisti.
I quattro protagonisti non possono definirsi particolarmente tratteggiati o approfonditi, ma è impossibile non provare empatia per i quattro uomini abbandonati a combattere per la vita e per provare a portare a termine una missione ormai compromessa. Anche perchè parte del merito del riuscito coinvolgimento nelle vicende bellicose va ovviamente dato agli interpreti: oltre a Walhberg, anche Emile Hirsch, Taylor Kitsch e Ben Foster fanno un ottimo lavoro.
I quattro membri del team sono lontani dai cari e dalla patria a stelle e strisce, in pieno territorio straniero e costretti a combattere in condizioni estreme. Quattro uomini coraggiosi, leali fino alla fine alla causa per cui hanno scelto di combattere. Quattro uomini che non vogliono abbandonare la battaglia senza prima aver dato tutto. Anche la propria vita.
Adesso tutti in piedi con la mano sul cuore, pronti per cantare.
Oh say, can you see, by the dawn's early light...
Voto: 6,5
Nessun commento:
Posta un commento